ANZIL
ANZIL
“L’arte è la più alta forma di conoscenza, ma non si può ridurre a conoscenza: è la conoscenza dell’invisibile.”
Cir. Pier Paolo Pasolini
LA STORIA
LA STORIA
(1911 – 2000)
“L’arte è la più alta forma di conoscenza, ma non si può ridurre a conoscenza: è la conoscenza dell’invisibile.”
Cir. Pier Paolo Pasolini
LA STORIA
LA STORIA
(1911 – 2000)
1911 - 1916
Giovanni Toffolo, conosciuto come Anzil, nasce a Monaco di Baviera da una famiglia friulana emigrata per lavoro. Nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, la famiglia rietra in Italia e si stabilisce a Tarcento (UD), dove Anzil cresce e sviluppa un forte legame con la cultura friulana.
Anni '30
Durante il servizio militare conosce il pittore Fiorenzo Tomea, che gli trasmette l'importanza di una rappresentazione essenziale e naturalistica della realtà. Questa influenza si riflette nelle sue prime opere, caratterizzate da un'attenzione particolare ai dettagli e alle atmosfere.
Anni '40
Anzil inizia a esporre le sue opere, prevalentemente nature morte e composizioni floreali, ma la Seconda Guerra Mondiale cambia radicalmente il suo percorso artistico. Dopo l'esperienza della Resistenza, il suo stile si carica di drammaticità e diventa più espressionista. Opere come Dopo la fucilazione e Memorie della Resistenza rappresentano la brutalità del conflitto e le sue conseguenze.
1946
Il Manifesto per un'arte classica moderna
Dopo la guerra, insieme ad artisti come Giuseppe Zigaina e Virgilio Guidi, firma il "Manifesto per un'arte classica moderna". Questo documento promuove un'arte realistica e oggettiva, superando l'eredità dell'impressionismo e delle avanguardie.
Anni '50
In questi anni, Anzil ottiene importanti riconoscimenti e partecipa a grandi eveti artistici nazionali. Espone alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, ottenendo apprezzamenti per opere come Polesine, Giochi proibiti e Ragazzo seccato, che raccontano la vita quotidiana e le difficoltà del dopoguerra con un linguaggio intenso e vibrante.
Anni '60 - '70
Il suo stile continua ad evolversi , con una maggiore attenzione alle emozioni e ai contrasti cromatici. In questo periodo, Anzil approfondisce la rappresentazione della realtà friulana, dedicandosi anche alla ritrattistica e a scene di vita popolare.
1986 - 1988
Uno dei suoi progetti più ambiziosi nasce in questi anni: una serie di oltre 80 opere ispirate alla Divina Commedia di Dante Alighieri, arricchite da traduzioni in friulano dei versi danteschi. Questo lavoro rappresenta la sintesi della sua ricerca artistica e del suo profondo legame con la cultura del territorio.
2000
Anzil Toffolo si spegne a Tarcento, lasciando un'impronta indelebile nell'arte italiana. Il suo lavoro continua a essere studiato e apprezzato, testimoniando la forza del realismo e dell'espressionismo nella rappresentazione della storia e dell'umanità.
1911 - 1916
Giovanni Toffolo, conosciuto come Anzil, nasce a Monaco di Baviera da una famiglia friulana emigrata per lavoro. Nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, la famiglia rietra in Italia e si stabilisce a Tarcento (UD), dove Anzil cresce e sviluppa un forte legame con la cultura friulana.
Anni '30
Durante il servizio militare conosce il pittore Fiorenzo Tomea, che gli trasmette l'importanza di una rappresentazione essenziale e naturalistica della realtà. Questa influenza si riflette nelle sue prime opere, caratterizzate da un'attenzione particolare ai dettagli e alle atmosfere.
Anni '40
Anzil inizia a esporre le sue opere, prevalentemente nature morte e composizioni floreali, ma la Seconda Guerra Mondiale cambia radicalmente il suo percorso artistico. Dopo l'esperienza della Resistenza, il suo stile si carica di drammaticità e diventa più espressionista. Opere come Dopo la fucilazione e Memorie della Resistenza rappresentano la brutalità del conflitto e le sue conseguenze.
1946
Il Manifesto per un'arte classica moderna
Dopo la guerra, insieme ad artisti come Giuseppe Zigaina e Virgilio Guidi, firma il "Manifesto per un'arte classica moderna". Questo documento promuove un'arte realistica e oggettiva, superando l'eredità dell'impressionismo e delle avanguardie.
Anni '50
In questi anni, Anzil ottiene importanti riconoscimenti e partecipa a grandi eveti artistici nazionali. Espone alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, ottenendo apprezzamenti per opere come Polesine, Giochi proibiti e Ragazzo seccato, che raccontano la vita quotidiana e le difficoltà del dopoguerra con un linguaggio intenso e vibrante.
Anni '60 - '70
Il suo stile continua ad evolversi , con una maggiore attenzione alle emozioni e ai contrasti cromatici. In questo periodo, Anzil approfondisce la rappresentazione della realtà friulana, dedicandosi anche alla ritrattistica e a scene di vita popolare.
1986 - 1988
Uno dei suoi progetti più ambiziosi nasce in questi anni: una serie di oltre 80 opere ispirate alla Divina Commedia di Dante Alighieri, arricchite da traduzioni in friulano dei versi danteschi. Questo lavoro rappresenta la sintesi della sua ricerca artistica e del suo profondo legame con la cultura del territorio.
2000
Anzil Toffolo si spegne a Tarcento, lasciando un'impronta indelebile nell'arte italiana. Il suo lavoro continua a essere studiato e apprezzato, testimoniando la forza del realismo e dell'espressionismo nella rappresentazione della storia e dell'umanità.